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giovedì 1 ottobre 2015

PAPILLON





TITOLO: PAPILLON

AUTORE: Henry Charrière

CASA EDITRICE: Mondadori

N. PAGINE: 631

VALUTAZIONE: 4/5




Consigliato a chi ha voglia di leggere una biografia che più che una vita raccontata, sembra proprio un’avventura. Molto istruttivo, si vanno a conoscere dettagli sui detenuti e sulle prigioni oltre oceano. Davvero interessante”.

TRAMA:Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all'ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un fantasioso romanzo d'avventura è invece una straordinaria storia vera: le vicende narrate dall'autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent'anni trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l'Isola del Diavolo, dove il sole brucia tutto e l'oceano si perde all'orizzonte. "Papillon" è una lezione di coraggio e di virilità, un eccezionale documento umano contro l'ingiustizia, contro il dolore fisico e lo sfinimento morale, una lunga battaglia per tornare a vivere da uomo libero.

RECENSIONE:Questo libro nasce per caso. Può succedere, di sentir parlare o leggere qualcosa e subito ci viene la voglia di raccontare la nostra esperienza? Così succede ad Henri Charrière, che per caso si ritrova a leggere le avventure di una donna che ha raccontato la sua vita ricca di fughe e prigioni; sentitosi colpito in prima persona, immediatamente pensa che se l’ha potuto fare lei, figuriamoci lui che ne ha molte di avventure da raccontare. Così trent’anni dopo, si ritrova a raccontare la sua vita con l’umiltà di inviarlo ad un editore con la seguente nota: “le mando le mie avventure, le faccia scrivere da qualcuno del mestiere”. Ma il suo scrivere che è “come te lo racconta” conquista subito l’editore che lo lascia praticamente intatto. Henri Charrière, detto Papillon (a causa di un tatuaggio sul petto fatto a forma di farfalla), francese, di venticinque anni, viene condannato dall’Assise colpevole di omicidio (pur essendo innocente) e spedito “al bagno” in Guiana Francese, dove dovrà scontare la sua pena per tutta la vita (ergastolo). Ma Papillon (chiamato Papi dagli amici) è un uomo che “non abbandona mai la partita”; un uomo che non è capace di arrendersi, in cui la speranza non si spegne mai. Pur sapendo che ad ogni evasione c’è il rischio della punizione, lui non si ferma. Non si è neanche fatto fermare dalla “mangiauomini” :
“Esamino la cella nella quale mi hanno fatto entrare. Non avrei mai potuto supporre né immaginare che un paese come la Francia, madre della libertà nel mondo intero, terra che ha dato la luce ai Diritti dell’uomo e del cittadino, possa disporre…, di una installazione così barbaramente repressiva”

“nessuno, assolutamente nessuno, nemmeno gli spessi muri, né la distanza di quest’isola sperduta nell’Atlantico, niente, assolutamente niente di morale o di materiale impedirà i miei viaggi tinti del rosa della felicità quando parto nelle stelle”.

Questo libro è un’avventura continua, pur sapendone già la fine, sei sempre lì in attesa, ad aspettare “il dazio” che questo uomo ha dovuto pagare. Niente digressioni, qui si parla di fatti, fatti vissuti sulla pelle. Colpiscono molto la solidarietà fra detenuti, la non distinzione di nazionalità e la gentilezza delle persone incontrate durante le sue fughe che gli insegnano, che anche se il sistema non lo crede possibile, loro sono convinti che anche un evaso possa essere riabilitato. Ho visto recentemente il film, sinceramente può essere un bel film solo per chi non ha letto il libro perché da questo prende veramente poco. 

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