TITOLO: PAPILLON
AUTORE: Henry
Charrière
CASA
EDITRICE: Mondadori
N.
PAGINE: 631
VALUTAZIONE: 4/5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere una biografia che più che
una vita raccontata, sembra proprio un’avventura. Molto istruttivo, si vanno a
conoscere dettagli sui detenuti e sulle prigioni oltre oceano. Davvero interessante”.
TRAMA:Accusato
di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière, detto Papillon per la
farfalla tatuata sul torace, venticinquenne, viene condannato all'ergastolo.
Non fa tragedie, non denuncia nessuno. Non ricorre neppure in appello. La sua
sola speranza è la fuga. Quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un
fantasioso romanzo d'avventura è invece una straordinaria storia vera: le
vicende narrate dall'autore e protagonista sono in realtà ricordi di trent'anni
trascorsi nelle peggiori galere del mondo, tra la Caienna e l'Isola del
Diavolo, dove il sole brucia tutto e l'oceano si perde all'orizzonte. "Papillon"
è una lezione di coraggio e di virilità, un eccezionale documento umano contro
l'ingiustizia, contro il dolore fisico e lo sfinimento morale, una lunga
battaglia per tornare a vivere da uomo libero.
RECENSIONE:Questo
libro nasce per caso. Può succedere, di sentir parlare o leggere qualcosa e
subito ci viene la voglia di raccontare la nostra esperienza? Così succede ad
Henri Charrière, che per caso si ritrova a leggere le avventure di una donna
che ha raccontato la sua vita ricca di fughe e prigioni; sentitosi colpito in
prima persona, immediatamente pensa che se l’ha potuto fare lei, figuriamoci
lui che ne ha molte di avventure da raccontare. Così trent’anni dopo, si
ritrova a raccontare la sua vita con l’umiltà di inviarlo ad un editore con la
seguente nota: “le mando le mie avventure, le faccia scrivere da qualcuno del
mestiere”. Ma il suo scrivere che è “come te lo racconta” conquista subito
l’editore che lo lascia praticamente intatto. Henri Charrière, detto Papillon
(a causa di un tatuaggio sul petto fatto a forma di farfalla), francese, di
venticinque anni, viene condannato dall’Assise colpevole di omicidio (pur
essendo innocente) e spedito “al bagno” in Guiana Francese, dove dovrà scontare
la sua pena per tutta la vita (ergastolo). Ma Papillon (chiamato Papi dagli
amici) è un uomo che “non abbandona mai la partita”; un uomo che non è capace
di arrendersi, in cui la speranza non si spegne mai. Pur sapendo che ad ogni
evasione c’è il rischio della punizione, lui non si ferma. Non si è neanche
fatto fermare dalla “mangiauomini” :
“Esamino la cella nella
quale mi hanno fatto entrare. Non avrei mai potuto supporre né immaginare che
un paese come la Francia, madre della libertà nel mondo intero, terra che ha
dato la luce ai Diritti dell’uomo e del cittadino, possa disporre…, di una
installazione così barbaramente repressiva”
“nessuno, assolutamente nessuno, nemmeno gli spessi muri, né la distanza di quest’isola sperduta nell’Atlantico, niente, assolutamente niente di morale o di materiale impedirà i miei viaggi tinti del rosa della felicità quando parto nelle stelle”.
“nessuno, assolutamente nessuno, nemmeno gli spessi muri, né la distanza di quest’isola sperduta nell’Atlantico, niente, assolutamente niente di morale o di materiale impedirà i miei viaggi tinti del rosa della felicità quando parto nelle stelle”.
Questo libro è
un’avventura continua, pur sapendone già la fine, sei sempre lì in attesa, ad
aspettare “il dazio” che questo uomo ha dovuto pagare. Niente digressioni, qui
si parla di fatti, fatti vissuti sulla pelle. Colpiscono molto la solidarietà
fra detenuti, la non distinzione di nazionalità e la gentilezza delle persone
incontrate durante le sue fughe che gli insegnano, che anche se il sistema non
lo crede possibile, loro sono convinti che anche un evaso possa essere
riabilitato. Ho visto recentemente il film, sinceramente può essere un bel film
solo per chi non ha letto il libro perché da questo prende veramente poco.

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