TITOLO: L’ARTE
DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE
AUTORE: Philipp
Jan Sendker
CASA
EDITRICE: Beat
N.
PAGINE: 303
VALUTAZIONE: 5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere una storia d’amore
insolita, che vi farà battere il cuore, a volte un po’ ingiusta ma
indimenticabile.
TRAMA:La
trama e le recensioni di L'arte di ascoltare i battiti del cuore, romanzo di
Jan-Philipp Sendker edito da Neri Pozza. A Kalaw, una tranquilla città annidata
tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall’aspetto modesto, che
un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Julia
Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri
in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola
sala da tè birmana. Suo padre, avvocato di successo, marito fedele e genitore
integerrimo, è scomparso.
RECENSIONE:Questo
libro mi ha colpito principalmente per due motivi. Il primo riguarda il
contesto in cui è ambientato il romanzo: la Birmania. Ho una passione per i romanzi
ambientati in contesti culturali molto diversi dal nostro perché mi piace
scoprire la cultura, gli usi e lo stile di vita degli autoctoni. Sendker mi ha
fatto scoprire un pò di questo paese, delle sue tradizioni, delle superstizioni
con cui la gente vive, dei pregiudizi ma soprattutto del ruolo centrale che
svolge la famiglia per ogni individuo.
Il romanzo ci mostra 2 prospettive diverse del paese: la Birmania di oggi vista dagli "occhi" di un'avvocato americano, Julia, giunta li alla ricerca del padre (originario di questo paese) scomparso ben 4 anni prima lasciando le sue ultime tracce qui e l'altra, la Birmania degli anni '30-'40 vista dagli "occhi" di Tim Wind. L'altro elemento che mi ha fatto riflettere, per tutta la lettura, riguarda il motivo cruciale per cui la ragazza ha fatto il viaggio in Birmania.
Dopo aver trovato delle lettere scritte dal padre ad una destinataria a lei sconosciuta Julia si è posta delle domande. Pensiamo davvero di conoscere i nostri genitori oppure una parte di loro a noi è sconosciuta? Cosa hanno fatto i nostri genitori prima di mettersi insieme, come sono state le vite che hanno vissute individualmente e soprattutto siamo così sicuri di volerle sapere?
Nel testo c'è questa bellissima frase:
Il romanzo ci mostra 2 prospettive diverse del paese: la Birmania di oggi vista dagli "occhi" di un'avvocato americano, Julia, giunta li alla ricerca del padre (originario di questo paese) scomparso ben 4 anni prima lasciando le sue ultime tracce qui e l'altra, la Birmania degli anni '30-'40 vista dagli "occhi" di Tim Wind. L'altro elemento che mi ha fatto riflettere, per tutta la lettura, riguarda il motivo cruciale per cui la ragazza ha fatto il viaggio in Birmania.
Dopo aver trovato delle lettere scritte dal padre ad una destinataria a lei sconosciuta Julia si è posta delle domande. Pensiamo davvero di conoscere i nostri genitori oppure una parte di loro a noi è sconosciuta? Cosa hanno fatto i nostri genitori prima di mettersi insieme, come sono state le vite che hanno vissute individualmente e soprattutto siamo così sicuri di volerle sapere?
Nel testo c'è questa bellissima frase:
"Ma ero così sicura
che avrei davvero voluto sapere ogni cosa? Sarei riuscita a compatirlo? I figli
desiderano veramente conoscere i genitori come persone dotate di una loro vita
autonoma? Saremmo capaci di vederli com'erano davvero, prima che arrivassimo
noi?" La risposta a queste domande non è facile, io personalmente ho
trovato molto difficile rispondere, ma lo scrittore ci riesce nel migliore dei
modi. Appassionante, riflessivo, a volte un pò ingiusto, ma con uno stile
elegante e originale, non vi pentirete di averlo letto.

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