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lunedì 5 ottobre 2015

L'ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE




TITOLO: L’ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE


AUTORE: Philipp Jan Sendker

CASA EDITRICE: Beat

N. PAGINE: 303

VALUTAZIONE: 5


Consigliato a chi ha voglia di leggere una storia d’amore insolita, che vi farà battere il cuore, a volte un po’ ingiusta ma indimenticabile.

TRAMA:La trama e le recensioni di L'arte di ascoltare i battiti del cuore, romanzo di Jan-Philipp Sendker edito da Neri Pozza. A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall’aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre, avvocato di successo, marito fedele e genitore integerrimo, è scomparso.

RECENSIONE:Questo libro mi ha colpito principalmente per due motivi. Il primo riguarda il contesto in cui è ambientato il romanzo: la Birmania. Ho una passione per i romanzi ambientati in contesti culturali molto diversi dal nostro perché mi piace scoprire la cultura, gli usi e lo stile di vita degli autoctoni. Sendker mi ha fatto scoprire un pò di questo paese, delle sue tradizioni, delle superstizioni con cui la gente vive, dei pregiudizi ma soprattutto del ruolo centrale che svolge la famiglia per ogni individuo.
Il romanzo ci mostra 2 prospettive diverse del paese: la Birmania di oggi vista dagli "occhi" di un'avvocato americano, Julia, giunta li alla ricerca del padre (originario di questo paese) scomparso ben 4 anni prima lasciando le sue ultime tracce qui e l'altra, la Birmania degli anni '30-'40 vista dagli "occhi" di Tim Wind. L'altro elemento che mi ha fatto riflettere, per tutta la lettura, riguarda il motivo cruciale per cui la ragazza ha fatto il viaggio in Birmania.
Dopo aver trovato delle lettere scritte dal padre ad una destinataria a lei sconosciuta Julia si è posta delle domande. Pensiamo davvero di conoscere i nostri genitori oppure una parte di loro a noi è sconosciuta? Cosa hanno fatto i nostri genitori prima di mettersi insieme, come sono state le vite che hanno vissute individualmente e soprattutto siamo così sicuri di volerle sapere?
Nel testo c'è questa bellissima frase:

"Ma ero così sicura che avrei davvero voluto sapere ogni cosa? Sarei riuscita a compatirlo? I figli desiderano veramente conoscere i genitori come persone dotate di una loro vita autonoma? Saremmo capaci di vederli com'erano davvero, prima che arrivassimo noi?" La risposta a queste domande non è facile, io personalmente ho trovato molto difficile rispondere, ma lo scrittore ci riesce nel migliore dei modi. Appassionante, riflessivo, a volte un pò ingiusto, ma con uno stile elegante e originale, non vi pentirete di averlo letto.

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