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sabato 17 ottobre 2015

LE DONNE CHE PENSANO SONO PERICOLOSE




TITOLO: LE DONNE CHE PENSANO SONO PERICOLOSE

AUTORE: Stefan Bollmann

CASA EDITRICE:Piemme

N. PAGINE: 192

VALUTAZIONE: 4




Consigliato a chi ha voglia di leggere un uomo che sa parlare di donne e che rende giustizia ad ognuna di loro. Molto bella la parte dedicata alla Fallaci”.

TRAMA:Come Lella Costa fa notare, nella considerazione comune gli uomini "pensano", sottinteso ai massimi sistemi, le donne tutt'al più hanno "i pensieri", sinonimo di inezie. Questo succede a lasciare il linguaggio in mani maschili. Che poi il magro bottino del pensiero al maschile sia sotto gli occhi di tutti, poco importa. Si sa che il marketing fa miracoli. Le figure femminili raccolte in questo libro dicono tutta un'altra storia. Le donne hanno sempre pensato molto, spesso accontentandosi di un sorrisino di maligna soddisfazione nello scoprire per l'ennesima volta di aver ragione. Ma più spesso, e soprattutto a partire dal Novecento, hanno trasformato il pensiero in azione. Con grande panico degli uomini, che vedono le donne indipendenti e forti come la peste, forse per timore di venire smascherati. Da Simone de Beauvoir a Hannah Arendt, da Marie Curie a Indirà Gandhi e Aung San Suu Kyi, queste donne hanno messo in gioco se stesse, rinunciato alla "sicurezza" di una vita spesso scelta dagli altri per perseguire i loro interessi: i diritti umani e femminili, la politica, la natura, la scienza. Tutte hanno lottato fino all'ultimo, fiere come leonesse. È merito loro se il mondo è, e sarà, migliore.

RECENSIONE:Con una bella prefazione di Lella Costa inizia questo saggio sulle donne. Il tedesco Stefan Bollmann ci presenta una serie di donne che con i loro pensieri, la loro grinta e le loro forze, hanno modificato o migliorato il mondo. L’autore ha deciso di creare cinque categorie per ben 26 donne. Troviamo le donne della scienza, le combattenti per i diritti delle donne, le precorritrici di una nuova epoca, le ribelli e quelle che hanno conquistato il potere. Bollmann rende giustizia ad ognuna di loro e lo fa in maniera molto chiara, approfondita e precisa. Non è il primo saggio che leggo di questo genere, ho apprezzato in questo caso l’approccio scelto e le parole usate. Vi lascio con questa frase:

“Gli uomini hanno sempre avuto paura delle donne che pensano. Le donne che pensano non hanno paura di niente”.

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