TITOLO: LE
DONNE CHE PENSANO SONO PERICOLOSE
AUTORE: Stefan
Bollmann
CASA
EDITRICE:Piemme
N.
PAGINE: 192
VALUTAZIONE: 4
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un uomo che sa parlare di
donne e che rende giustizia ad ognuna di loro. Molto bella la parte dedicata
alla Fallaci”.
TRAMA:Come
Lella Costa fa notare, nella considerazione comune gli uomini
"pensano", sottinteso ai massimi sistemi, le donne tutt'al più hanno
"i pensieri", sinonimo di inezie. Questo succede a lasciare il
linguaggio in mani maschili. Che poi il magro bottino del pensiero al maschile
sia sotto gli occhi di tutti, poco importa. Si sa che il marketing fa miracoli.
Le figure femminili raccolte in questo libro dicono tutta un'altra storia. Le
donne hanno sempre pensato molto, spesso accontentandosi di un sorrisino di
maligna soddisfazione nello scoprire per l'ennesima volta di aver ragione. Ma
più spesso, e soprattutto a partire dal Novecento, hanno trasformato il
pensiero in azione. Con grande panico degli uomini, che vedono le donne indipendenti
e forti come la peste, forse per timore di venire smascherati. Da Simone de
Beauvoir a Hannah Arendt, da Marie Curie a Indirà Gandhi e Aung San Suu Kyi,
queste donne hanno messo in gioco se stesse, rinunciato alla
"sicurezza" di una vita spesso scelta dagli altri per perseguire i
loro interessi: i diritti umani e femminili, la politica, la natura, la
scienza. Tutte hanno lottato fino all'ultimo, fiere come leonesse. È merito
loro se il mondo è, e sarà, migliore.
RECENSIONE:Con
una bella prefazione di Lella Costa inizia questo saggio sulle donne. Il
tedesco Stefan Bollmann ci presenta una serie di donne che con i loro pensieri,
la loro grinta e le loro forze, hanno modificato o migliorato il mondo.
L’autore ha deciso di creare cinque categorie per ben 26 donne. Troviamo le
donne della scienza, le combattenti per i diritti delle donne, le precorritrici
di una nuova epoca, le ribelli e quelle che hanno conquistato il potere.
Bollmann rende giustizia ad ognuna di loro e lo fa in maniera molto chiara, approfondita
e precisa. Non è il primo saggio che leggo di questo genere, ho apprezzato in
questo caso l’approccio scelto e le parole usate. Vi lascio con questa frase:
“Gli uomini hanno sempre
avuto paura delle donne che pensano. Le donne che pensano non hanno paura di
niente”.

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