TITOLO: IL
DEMONE MESCHINO
AUTORE: Fedor
Sologub
CASA
EDITRICE:Garzanti
N.
PAGINE: 310
VALUTAZIONE: 5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un russo poco conosciuto
che è perfetto sia per gli amanti degli autori russi sia per chi, per la prima
volta volesse avvicinarsi a questi grandi autori. Stupendo!”.
TRAMA:Con
il personaggio di Peredonov, un insegnante paranoico, vittima e persecutore di
una società angusta e squallida, Sologub ha creato un archetipo simbolico di
suggestiva follia e di agghiacciante crudeltà. Narrandone l'ossessiva attesa di
promozione sociale e i malvagi propositi, l'autore gli affianca un fantasmatico
alter ego, il demone Nedotykomka, mostro della ragione o incubo proiettato.
Nella vicenda, immersa nelle tonalità cupamente realistiche della provincia
russa, lo scrittore alterna sapientemente, assecondato da una perfetta
duttilità stilistica, realtà e fantasia, satira e grottesco, commedia e
tragedia. Così la scrittura di Sologub rivela la sua vera vocazione.
Presentare, nei connotati puntuali di una vita cittadina, una disperata
allegoria dell'esistenza umana.
RECENSIONE:Fëdor
Sologub, nome d’arte di Fëdor Kuz’mic Teternikov, è un autore pietroburghese
purtroppo poco conosciuto in Italia. “Il demone meschino” è un capolavoro e il
titolo non ti può preparare al contenuto romanzo. Ero convinta di trovarmi
qualcosa di mostruoso o di fantasioso, invece mi sono trovata Peredònov. Peredònov
è un insegnante del ginnasio, tra le sue caratteristiche più salienti, oltre ad
un bell’aspetto, risaltano: l’essere paranoico (ai massimi livelli), volgare,
stupido, irrispettoso nei confronti dei polacchi, ingiusto, cattivo,
superstizioso e spesso affiancato dal demone Nedotykomka. Pur avendo tutte
queste “doti”, il nostro protagonista è conteso da molte donne del paese.
Sologub presenta, in maniera sublime, le vicende di un piccolo paese russo (il
romanzo è stato pubblicato nel 1905), dove le persone sono bigotte, invidiose,
pettegole e religiose. Poco tempo fa ho letto “L’esclusa” di Pirandello e nel
piccolo paesino russo ho trovato anche “un po’ di Sicilia”. I personaggi sono
molti, ed i nomi russi non aiutano, ma pagina dopo pagina sarà sempre più
semplice riconoscerli. Inoltre Sologub di ognuno di loro ci lascia una
descrizione minuziosa e dettagliata. C’è Volòdin che sembra un montone, Varvàra
sciatta ed imbrogliona, la Verìga calcolatrice e spavalda, le signorine
Rutilov, civette e spensierate, la Grusina, pettegola e maligna e il giovane
Sasa, ingenuo e timido. Tutto ruota intorno a Peredònov ed alla sua voglia di
diventare ispettore. Sologub ci presenta un’opera completa e geniale, dove
possiamo trovare realtà e fantasia, satira e grottesco, commedia e tragedia. Spero
di avervi convinto ad avvicinarvi a questo autore, io ne sono rimasta
incantata. Lo consiglio vivamente.

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