AUTORE: Gilbert
Sinoué
CASA
EDITRICE:Neri Pozza
N.
PAGINE: 247
VALUTAZIONE: 1
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro davvero da evitare.
Sono rimasta molto delusa dal linguaggio e dal modo di trattare le donne dell’autore.
TRAMA:Si
racconta che Aimée Dubuc de Rivery fosse più bella di una dea. Nata nell'isola
di Martinica, nel 1776, da una famiglia di diplomatici parigini, la ragazza
mostrò sin dalla più tenera età un'intelligenza fuori dal comune, e venne
mandata a studiare in Francia. Alla morte dei suoi genitori, però, quando Aimée
s'imbarcò per tornare a casa, la sua nave venne assalita dai corsari e lei, a
soli quattordici anni, divenne dapprima schiava di un mercante slavo, poi
prediletta dal dey d'Algeria, e infine sposa del sultano di Costantinopoli. Le
donne d'Oriente che Gilbert Sinoué colleziona in questo libro, tuttavia, non
sono tutte belle e di buona famiglia come Aimée, ma, che siano nate ricche o
povere, in Egitto o in Marocco, in Siria o a Costantinopoli, sono tutte
accomunate dall'essere riuscite a farsi strada da sole, e dall'aver lasciato
un'impronta indelebile nella Storia.
RECENSIONE:Non
è mia consuetudine iniziare una recensione così, ma per questo testo voglio
fare un'eccezione. Secondo la casa editrice Neri Pozza: "Gilbert
Sinoue ci regala il ritratto di alcune donne straordinarie che, anche a
distanza di secoli, appaiono ancora come le più stupefacenti e attuali delle
eroine". Chi un pò conosce le mie recensioni, sa come adoro i libri che
parlano di donne; quindi tutta felice inizio a leggere le "dodici
monografie essenziali" di queste eroine. Gilbert Sinoue è nato in Egitto e
vive a Parigi. Mi sono trovata a leggere altri libri che parlano di donne,
scritti da uomini e li ho trovati piacevoli. Non è il caso di questo. Sinoue
non conosce le donne, lo si può facilmente capire dal suo linguaggio. Non ha
sensibilità, né accortezza e soprattutto è completamente privo di buongusto. Le
"sue" eroine non vengono trattate da lui come tali. In molte
monografie hanno addirittura un ruolo marginale, senza considerare i
riferimenti storici a cui si è attenuto, come ad esempio: Cleopatra: "A
morte la puttana del Nilo";Teodora (moglie di Giustiniano):
"Quest'essere insozzato dalle più grandi laidezze"; Kahina: "A
questa maledetta regina occorre una sepoltura immonda". Sono andata sul
leggero, molti altri commenti sono ancora più offensivi. Sinoue non ci ha
proprio capito nulla. Mi sorprende che una casa editrici come la Neri Pozza
abbia accettato di pubblicarlo. Mi dispiace ma ci vuole più rispetto, più
approfondimenti e meno maschilismo. Potrei consigliare all'autore di cambiare
genere, ma ho visto anche altre recensioni su di lui e forse è altro quello che
dovrebbe cambiare...Sono arrivata fino alla fine solo per poterlo recensire e
sconsigliare. E' la prima volta che mi trova a dare 1 ad un libro.

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