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giovedì 15 ottobre 2015

IL PRIMO CAFFÉ DEL MATTINO





TITOLO: IL PRIMO CAFFÉ DEL MATTINO

AUTORE: Diego Galdino

CASA EDITRICE:Sperling & Kupfer

N. PAGINE: 273

VALUTAZIONE: 4


Consigliato a chi ha voglia di leggere una bella storia d’amore, in un contesto magnifico come quello di Roma, ricca di malintesi, colpi di fulmine e tantissimo caffè!!!”.

TRAMA:Massimo ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all'alba, attraversa le vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata, quello dall'aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi e un po' di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli occhi di dosso...


RECENSIONE:Visto che la curiosità come si dice è femmina, non ho resistito e ho letto, come avevo anticipato, “Il primo caffè del mattino” e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Siamo a Roma, il barista Massimo (dopo aver letto Malvaldi ed adesso anche Galdino il mio barista tipo si chiama Massimo!) vive per il suo bar, con la sorella Carlotta oltreoceano,la sua famiglia è praticamente composta dagli abitanti del bar. Alle donne ci pensa poco, non è mai stato in grado di innamorarsi finché davanti agli non gli appare una visione..solo che la sua visione parla solamente francese, si chiama Geneviève e il loro primo incontro non parte proprio con il piede giusto. Aiutato dal team del bar Tiberi, in particolare dal Signor Dario, Massimo cercherà di riscattarsi, ma quando l’amore colpisce per la prima volta, la vittima non ne può uscire indenne. Fra malintesi, caffè e tanta Roma vi divertirete a leggere questo romanzo. Come nel precedente (anche se in ordine cronologico questo è il primo), ho molto apprezzato l’utilizzo da parte dell’autore del dialetto, dell’amore nei confronti del caffè (anche l’autore è barista) e dell’arte. Un mix davvero ben fatto che mi ha fatto sentire a casa in una città grande come Roma. Pur avendola visitata molte volte, mi sono appuntata alcune parti che mi ero persa e che presto andrò a vedere. 

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