TITOLO: IL
PRIMO CAFFÉ DEL MATTINO
AUTORE: Diego
Galdino
CASA
EDITRICE:Sperling & Kupfer
N.
PAGINE: 273
VALUTAZIONE: 4
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere una bella storia d’amore,
in un contesto magnifico come quello di Roma, ricca di malintesi, colpi di
fulmine e tantissimo caffè!!!”.
TRAMA:Massimo
ha poco più di trent'anni, è il proprietario di un piccolo bar nel cuore di
Roma, e non si è mai innamorato davvero. Ogni mattina, all'alba, attraversa le
vie della città ancora addormentate, dove si sente il profumo del pane appena
sfornato, e raggiunge il suo bar. Lì lo aspetta il primo caffè della giornata,
quello dall'aroma più intenso, e dal sapore più buono. In fin dei conti sta
bene anche da solo, continua a ripetersi man mano che il locale si anima: a
tenergli compagnia ci pensano i clienti affezionati, con cui ogni mattina
Massimo saluta la giornata fra tintinnio di tazzine, profumo di cornetti caldi
e un po' di chiacchiere. Allora come mai, il giorno in cui improvvisamente
entra nel bar una ragazza dagli occhi verdi, il viso spruzzato di lentiggini e
l'aria sperduta di una turista straniera, Massimo non riesce a toglierle gli
occhi di dosso...
RECENSIONE:Visto
che la curiosità come si dice è femmina, non ho resistito e ho letto, come
avevo anticipato, “Il primo caffè del mattino” e ne sono rimasta piacevolmente
colpita. Siamo a Roma, il barista Massimo (dopo aver letto Malvaldi ed adesso
anche Galdino il mio barista tipo si chiama Massimo!) vive per il suo bar, con
la sorella Carlotta oltreoceano,la sua famiglia è praticamente composta dagli
abitanti del bar. Alle donne ci pensa poco, non è mai stato in grado di
innamorarsi finché davanti agli non gli appare una visione..solo che la sua
visione parla solamente francese, si chiama Geneviève e il loro primo incontro
non parte proprio con il piede giusto. Aiutato dal team del bar Tiberi, in
particolare dal Signor Dario, Massimo cercherà di riscattarsi, ma quando l’amore
colpisce per la prima volta, la vittima non ne può uscire indenne. Fra
malintesi, caffè e tanta Roma vi divertirete a leggere questo romanzo. Come nel
precedente (anche se in ordine cronologico questo è il primo), ho molto
apprezzato l’utilizzo da parte dell’autore del dialetto, dell’amore nei
confronti del caffè (anche l’autore è barista) e dell’arte. Un mix davvero ben
fatto che mi ha fatto sentire a casa in una città grande come Roma. Pur
avendola visitata molte volte, mi sono appuntata alcune parti che mi ero persa
e che presto andrò a vedere.

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