TITOLO: IL
BACIO DEL PANE
AUTORE: Carmine
Abate
CASA
EDITRICE: Mondadori
N.
PAGINE: 176
VALUTAZIONE:
5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro che parla di
Calabria, con le sue tradizioni e i suoi retroscena. Molto piacevole”.
TRAMA:In
un'afosa giornata di luglio, una comitiva di ragazzi decide di andare a fare il
bagno alla cascata del Giglietto. Piero accetta volentieri perché quel luogo -
che è il più bello dei dintorni - lo attira come una calamita fin da quando è
bambino. I ragazzi scendono in moto dal paese di Spillace e poi risalgono a
piedi il letto pietroso di una fiumara. Quando arrivano all'altezza del rudere
di un antico mulino, sudati per la sfacchinata e l'afa, Piero sente un brivido
lungo la schiena. Accanto a lui c'è Laura - amica d'infanzia che vive a Firenze
e trascorre le vacanze a Spillace -, verso la quale prova un'attrazione che gli
sta scombussolando la vita.
RECENSIONE:Carmine Abate vive in
Trentino ma è calabrese al 100%. "Il bacio del pane" è ambientato
appunto in Calabria, a Spillace uno di quei paesini che definirei quasi
"fantasma", nel senso che d'estate sono vivi e rumorosi (tutte le
persone che sono emigrate al nord, ma che al sud hanno ancora i parenti, nel
periodo estivo tornano alle proprie origini per riunire la famiglia) e per il
resto dell'anno sono un pò spenti, rimangono solo i locali che sono sempre meno
e vivono nel ricordo dell'estate passata e nell'attesa della prossima. I
protagonisti di questo romanzo sono due giovani, Francesco (di Spillace al
100%) e Marta (compaesana che vive a Firenze e torna per le vacanze). Fra i
primi innamoramenti ed incomprensioni, i due si avvicinano di più quando
entrambi devono mantenere il medesimo segreto. Il segreto ha un nome e si
chiama Lorenzo. Vive in un rudere, nascosto, braccato. Marta subito più
espansiva, Francesco più diffidente, ma basta che Lorenzo baci il pane che
tutto cambia e al giovane torna in mente il nonno (una madeleine nostrana..),
un uomo che gli ha insegnato molto. Pur vivendo in Toscana, ho radici nel sud e
la tradizione vuole che non si butti via mai il pane, neanche se sporco o
ammuffito:"Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il
pane è vita, ci vuole troppa fatica per farlo. Diede un bacio sul lato pulito
della fetta e andò a posarla sotto il fico, dove beccheggiavano affamati tre o
quattro uccelli. Poi concluse: il pane va rispettato." Un romanzo breve,
che inizia con un pò di lentezza ma basta poco per rimanerne coinvolti. Abate
ci racconta una realtà non così scontata, ricca di tradizioni, di rituali
(bellissima la preparazione del pane) e di famiglia. Per concludere vi lascio
una frase di Francesco che forse rappresenta con poche parole il romanzo: "Ora
so che l'esperienza di quei giorni d'estate mi aveva maturato all'improvviso,
come succede ai fichi che la sera sono acerbi e al mattino diventano maturi al
punto giusto".

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