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domenica 25 ottobre 2015

IL BACIO DEL PANE





TITOLO: IL BACIO DEL PANE

AUTORE: Carmine Abate

CASA EDITRICE: Mondadori

N. PAGINE: 176

VALUTAZIONE: 5




Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro che parla di Calabria, con le sue tradizioni e i suoi retroscena. Molto piacevole”.

TRAMA:In un'afosa giornata di luglio, una comitiva di ragazzi decide di andare a fare il bagno alla cascata del Giglietto. Piero accetta volentieri perché quel luogo - che è il più bello dei dintorni - lo attira come una calamita fin da quando è bambino. I ragazzi scendono in moto dal paese di Spillace e poi risalgono a piedi il letto pietroso di una fiumara. Quando arrivano all'altezza del rudere di un antico mulino, sudati per la sfacchinata e l'afa, Piero sente un brivido lungo la schiena. Accanto a lui c'è Laura - amica d'infanzia che vive a Firenze e trascorre le vacanze a Spillace -, verso la quale prova un'attrazione che gli sta scombussolando la vita.


RECENSIONE:Carmine Abate vive in Trentino ma è calabrese al 100%. "Il bacio del pane" è ambientato appunto in Calabria, a Spillace uno di quei paesini che definirei quasi "fantasma", nel senso che d'estate sono vivi e rumorosi (tutte le persone che sono emigrate al nord, ma che al sud hanno ancora i parenti, nel periodo estivo tornano alle proprie origini per riunire la famiglia) e per il resto dell'anno sono un pò spenti, rimangono solo i locali che sono sempre meno e vivono nel ricordo dell'estate passata e nell'attesa della prossima. I protagonisti di questo romanzo sono due giovani, Francesco (di Spillace al 100%) e Marta (compaesana che vive a Firenze e torna per le vacanze). Fra i primi innamoramenti ed incomprensioni, i due si avvicinano di più quando entrambi devono mantenere il medesimo segreto. Il segreto ha un nome e si chiama Lorenzo. Vive in un rudere, nascosto, braccato. Marta subito più espansiva, Francesco più diffidente, ma basta che Lorenzo baci il pane che tutto cambia e al giovane torna in mente il nonno (una madeleine nostrana..), un uomo che gli ha insegnato molto. Pur vivendo in Toscana, ho radici nel sud e la tradizione vuole che non si butti via mai il pane, neanche se sporco o ammuffito:"Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il pane è vita, ci vuole troppa fatica per farlo. Diede un bacio sul lato pulito della fetta e andò a posarla sotto il fico, dove beccheggiavano affamati tre o quattro uccelli. Poi concluse: il pane va rispettato." Un romanzo breve, che inizia con un pò di lentezza ma basta poco per rimanerne coinvolti. Abate ci racconta una realtà non così scontata, ricca di tradizioni, di rituali (bellissima la preparazione del pane) e di famiglia. Per concludere vi lascio una frase di Francesco che forse rappresenta con poche parole il romanzo: "Ora so che l'esperienza di quei giorni d'estate mi aveva maturato all'improvviso, come succede ai fichi che la sera sono acerbi e al mattino diventano maturi al punto giusto".

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