TITOLO: LA
LIBRERIA DI ZIA CHARLOTTE
AUTORE: Thomas
Montasser
CASA
EDITRICE:Neri Pozza
N.
PAGINE: 159
VALUTAZIONE: 2
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro che porta a
poco. Un inizio carino, una trama non ben sviluppata ed un finale che non si
può definire tale. Non lo consiglio”.
TRAMA:Mai
e poi mai una neolaureata in economia aziendale come Valerie si sarebbe
immaginata di ritrovarsi a gestire una vecchia, antiquata libreria dal nome
impronunciabile come la "Ringelnatz & Co.". Bella sorpresa le ha
fatto sua zia Charlotte! Scomparire dal giorno alla notte, senza dire niente a
nessuno, dopo aver lasciato dieci euro in cassa e un bigliettino sul tavolo
della cucina... "Sarà mia nipote Valerie a occuparsi di tutto".
Occuparsi di tutto?! Del parquet logoro o delle pile di volumi polverosi che si
innalzano come giganti davanti alle finestre, impedendo alla luce di filtrare?
Oppure dei tavolini traballanti, dei tendaggi di velluto liso e del registratore
di cassa che sembra uscito da un film degli anni Trenta? Occuparsi, insomma, di
quel "posto antidiluviano"? Lei? Forse poteva essere l'aspirazione di
una vecchietta mite e solitaria come Charlotte, che si era cucita addosso
quella libreria come un vecchio, elegante vestito sdrucito.
RECENSIONE:Inizio
con la premessa che Montasser, prima di questo romanzo, si è dedicato ai libri
per bambini. Questo è il suo esordio nel mondo “dei grandi”. I libri per
bambini sono una cosa e quelli per gli adulti un’altra. Non sto parlando che un
genere sia più difficile di un altro, assolutamente, anzi arrivare ai bambini è
forse ancora più difficile che arrivare ai grandi; non posso quindi giudicare
il suo operato in quel settore ma posso sicuramente darlo su quello degli
adulti. “La libreria di zia Charlotte” parte abbastanza bene, un inizio
intrigante, con questa signora che sparisce e la sua giovane nipote che si
ritrova a fare gli “onori” della libreria al posto suo. Valerie, la nipote, mi
era rimasta subito simpatica, anche se l’autore si è gentilmente dimenticato di
descriverla a dovere, quindi non mi sono potuta immaginare la sua Valerie ma
una che ho creato io. Ritornando a noi, ero rimasta al punto che la nipote, mi
era rimasta simpatica, perché come me amante dell’economia, si è ritrovata nel
mondo dei libri, di cui purtroppo però non era un’esperta. Sulla trama non mi
voglio pronunciare anche perché ci sarebbe veramente poco da dire. Posso dire
che è il secondo libro della casa editrice “Neri Pozza” che mi delude nell’arco
di poco tempo… e mi fa perdere un po’ la fiducia in questa casa editrice. Una
trama inconsistente e un finale direi incompiuto mi portano a sconsigliare
questo romanzo. Oggi per scrivere, ma direi anche nel passato, serve molto di
più che qualche titolo interessante e qualche recensione che direi discutibile. Ho deciso di non dare nessun colore perché non saprei davvero in che genere collocarlo!

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