TITOLO: THE WATER DIVINER
AUTORE:Anastasios; Wilson Anastasios
CASA
EDITRICE:Piemme
N.
PAGINE: 318
VALUTAZIONE: 4/5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro sulla prima
guerra mondiale e la fase post, da un’angolazione un po’ particolare, ovvero il
conflitto turco-australiano svolto nel territorio della prima. Davvero ben
fatto”.
TRAMA:Turchia,
1919. La prima guerra mondiale è finita, ma per Joshua Connor le battaglie
continuano. Dalla nativa Australia, mosso da una promessa, è arrivato a
Gallipoli, dove si è consumata una delle battaglie più sanguinose. Quella che
gli ha portato via i suoi tre figli. La promessa, fatta alla moglie sulla
tomba, è quella di ritrovarli e riportarli a casa, per dare loro una degna
sepoltura. Joshua è un agricoltore, sa ascoltare la terra, sa trovare l'acqua nelle
sue profondità - così cercherà di sentire il richiamo dei suoi ragazzi in quel
luogo devastato dalla guerra. I suoi amici in terra straniera saranno il
piccolo Orhan e la sua affascinate madre Ayshe, che gli offrono alloggio
nell'albergo di famiglia, a Istanbul, allora ancora Costantinopoli.
RECENSIONE:La
prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è il fatto che è stato scritto a
quattro mani, da marito e moglie, i coniugi Anastasios. In alcune parti infatti
prevale una parte più prettamente femminile, in altre maschile. Joshua Connor è
un rabdomante, un vero dono per chi come lui vive nelle terre aride
dell'Australia. Joshua è capace di trovare l'acqua anche a grandi profondità,
ma non è stato ancora capace di trovare e riportare a casa i resti dei tre
figli, partiti per la prima guerra mondiale e mai più tornati. Quando ormai
niente lo lega più alla sua terra di origine, decide di imbarcarsi ed iniziare
un lungo viaggio, quello che avrebbe dovuto fare molti anni prima, con
destinazione Gallipoli in Turchia. Terra inospitale per chi, come il suo
popolo, è entrato li come invasore. Devo ammettere la mia ignoranza (ora
colmata) sulla guerra fra australiani e turchi. Il libro all'inizio poi non
aiuta molto, quindi ho fatto delle ricerche parallele per comprendere meglio la
trama e capire cosa è successo dopo la guerra. Sono sempre stata affascinata
dalla Turchia, una nazione in cui oriente ed occidente si scontrano e si
incontrano. Costantinopoli (oggi Istanbul) è una città da scoprire ed i due
autori la rendono ancora più accattivante raccontandone aneddoti, tradizioni e
stile di vita; tutto è stato possibile grazie all'aiuto di persone del posto di
cui gli autori hanno richiesto la collaborazione. Non ci risparmiano neanche la
crudeltà della guerra e le sue conseguenze. I personaggi non sono molti; mi
hanno particolarmente colpito il maggiore turco Hasan detto
"l'assassino" e la bellissima Ayshe, donna con il polso di ferro. Connor
si troverà davanti un muro, ma grazie alla sua onestà, alla sofferenza e alla
tenacia con cui persevererà il suo scopo, si farà degli amici davvero
inaspettati. Un libro che ho davvero apprezzato, intenso, riflessivo,
ingiusto ma reale. Davvero imperdibile. Unica pecca è lo stile dei due, che a
volte appesantisce un pò. Vi lascio con due frasi che rappresentano qualcosa
della cultura turca: "Il capitano Charles Brindley è appoggiato allo
schienale della sua sedia e contempla la decorazione che orna il soffitto. Ha
scoperto che gli artigiani musulmani lasciano sempre un difetto in ciò che
realizzano, perché soltanto Allah è perfetto: da allora cerca con attenzione la
pennellata sbagliata o la pietra fuori posto nella sua cupola sopra la sua
testa. Sono passati tre mesi, e non l'ha ancora trovata." "C'è un
proverbio persiano che recita: "Possa tu sopravvivere ai tuoi figli".
Sembra una benedizione, invece è la peggior maledizione che si possa lanciare
contro qualcuno. Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico." Ho visto
anche il film, consiglio anche quello, ovviamente dopo la lettura del libro!

Nessun commento:
Posta un commento