TITOLO: CUORE
DI TENEBRA
AUTORE: Joseph
Conrad
CASA
EDITRICE: Einaudi Classici
N.
PAGINE: 120
VALUTAZIONE: 3
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un classico sul
colonialismo, personalmente non così coinvolgente come solitamente viene definito
questo libro”.
TRAMA:Nel
1890 Conrad si recò per sei mesi in Africa: ne ritornò quasi in fin di vita,
con un bagaglio di ricordi, disillusioni e "disgustosa conoscenza" da
cui, nove anni dopo, sarebbe nato "Cuore di tenebra". Marlow, il
protagonista, viene ingaggiato da una compagnia commerciale e mandato in Congo.
Qui, viaggiando tra gli orrori del colonialismo, incontra Kurtz, enigmatico
personaggio reso folle dalla solitudine e da una "volontà di potenza"
nella quale la civiltà bianca rivela il suo vero volto: quel "cuore di
tenebra" che non è tanto l'oscurità della wilderness africana, quanto
l'identità - la colpa - dell'uomo europeo.
RECENSIONE:Conrad,
a fine Ottocento, trascorse sei mesi in Africa e ne tornò, oltre che
fisicamente, anche psicologicamente distrutto. Questa esperienza è sicuramente
rimasta indelebile e indimenticabile per l’autore, tanto da portarlo a scrivere
alcuni anni dopo “Cuore di tenebra”. Marlow, il protagonista, si ritrova una
sera a raccontare la sua esperienza in Africa, alle dipendenze di una compagnia
commerciale. Un’esperienza che l’aveva portato nel cuore delle tenebre, dove le
persone del posto, i veri “proprietari” di quelle terre, venivano trattate
come: “Costoro non erano nemici, non erano delinquenti, non erano più nulla di
terrestre ormai”, “Sicuro, - grugnì l’altro – impiccalo! Perché no? In questo
paese si può fare tutto – tutto”, “Si potevano contar loro le costole, e le
giunture delle membra parevano nodi su di una corda; ognuno aveva al collo un
collare di ferro..”. L’argomento trattato da Conrad è veramente delicato ed è
una delle “piaghe” della società che purtroppo in molti ancora non hanno capito
e che in alcune parti del mondo è ancora praticata. Ho sempre sentito parlare
molto bene di questo libro e mi è stato più volte consigliato. Ma pur essendo
composto da solo 120 pagine, ho fatto davvero fatica a leggerlo. Lo stile di
Conrad non è, almeno per me, molto coinvolgente. In alcune parti è stato
difficile tenere alta l’attenzione. Ho già letto altri libri su quest’argomento
e altri autori mi sono arrivati di più “al cuore”. Rimane comunque un classico
e come tale va letto, ma forse non con aspettative così alte come quelle con
cui sono partita io. Sarò una voce fuori dal coro, ma volevo far sentire anche
la mia voce.

Nessun commento:
Posta un commento