TITOLO: UNA
SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA
AUTORE: Bohumil
Hrabal
CASA
EDITRICE: Einaudi
N.
PAGINE: 122
VALUTAZIONE: 4
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere una lettura breve ma
molto profonda. L’autore ci mostra i cambiamenti della società su cui è bene
riflettere. Non è una lettura per tutti”.
TRAMA:A
Praga, nelle viscere di un vecchio palazzo, un uomo, Hanta, lavora da anni a
una pressa meccanica trasformando libri destinati al macero in parallelepipedi
sigillati e armoniosi, morti e vivi a un tempo, perché in ciascuno di essi
pulsa un libro che egli vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero:
sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Hölderlin e Kant, del Talmud, di
Nietzsche, di Goethe. Professionista per necessità della distruzione dei libri,
Hanta li ricrea incessantemente sotto forma di messaggi simbolici, rinnovando a
ogni istante il prodigio del pensiero creativo che sgorga spontaneo al di là e
nonostante i modelli canonici della società e della cultura.
RECENSIONE:Hanta
da trentacinque anni lavora con la carta vecchia. Il suo lavoro consiste in
"una strage degli innocenti"; ogni volta con la forca deve prendere
la carta ed i libri che nessuno vuole più e li deve buttare nella pressa che li
trasformerà in dei pacchi compatti. Ma Hanta non è solo un imballatore, lui è
un "vecchio imballatore", un uomo che quel lavoro lo fa con amore e
dedizione. Ama così tanto i libri da non riuscire a non salvarne sempre
qualcuno, al punto che in casa sua non c'è più spazio libero. Hanta lavora a
mani nude per gustare sulle dita la carta. La sua vita scorre così per
trentacinque anni, in "una solitudine troppo rumorosa", con i suoi
continui monologhi con gli autori che legge, parla anche con Gesù e Laozi. Il
suo stile di vita è però a rischio a causa della modernità e dei cambiamenti Hrabal
con il suo stile originale, ci racconta il suo protagonista. L'amore per i
libri e la letteratura "condiscono" questo romanzo. Ma Hrabal
soprattutto ci fa vedere la nuova società ceca. I giovani che diventano "i
nuovi imballatori", facendo diventare un'arte solo un semplice mestiere.
"pacchi di libri
accatastati fin sopra le sponde, carichi interi che finivano direttamente al
macero, senza che neppure una pagina imbrattasse occhi umani o mani o cervello
umani o cuore".
Fra passato e presente, in
periodo post-bellico, in neanche cento pagine, con topi, presse e libri, vi
troverete immersi in una lettura singolare, non leggera e molto profonda.
"con un libro in mano
apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perché io
quando incomincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, io mi
meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere stato in un sogno, in un
mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità". Buona lettura!!

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