TITOLO: LA
COLLEZIONISTA DI LETTERE
AUTORE: Jorge
Diaz
CASA
EDITRICE:Piemme
N.
PAGINE: 554
VALUTAZIONE:
4/5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro sulla prima
guerra mondiale visto però dalla parte della neutrale Spagna. Lo stile di Diaz
è davvero molto simile a quello di Ken Follett”.
TRAMA:1914.
Mentre la I guerra mondiale minaccia di fare in pezzi l'Europa, il re di Spagna
Alfonso XIII riceve una lettera che cambierà per sempre il corso della sua
guerra. La lettera di una bambina francese, Sylvie, che gli chiede aiuto per
ritrovare suo fratello disperso al fronte; lo chiede proprio a lui, l'unico re
che ha deciso di non fare la guerra. Alfonso, che ha appunto scelto la
neutralità, di fronte a quelle parole piene di speranza, scritte con la grafia
incerta dell'infanzia, capisce che quando una guerra minaccia il tuo mondo, non
puoi restare a guardare.
RECENSIONE:La
I guerra mondiale sta devastando l'Europa, ormai quasi tutti i paesi si sono
schierati o da una parte o dall'altra, ma re Alfonso XIII ha preso la sua
decisione, la sua Spagna resterà neutrale. La guerra prosegue il suo corso e la
Spagna il suo, finché personalmente al re spagnolo arriva la richiesta di una
bambina francese che gli chiede di aiutarla ad avere notizie del fratello fatto
prigioniero dai tedeschi. Quella richiesta così inaspettata colpirà molto il
re. Dopo quella richiesta, infatti, Alfonso XIII capisce che non può più
restare a guardare ma che deve intervenire; il suo sarà soprattutto un
intervento diplomatico. Dopo aver accettato di aiutare la bambina francese, il
palazzo verrà sommerso da richieste provenienti da tutta Europa. Il re creerà
(realmente esistito) un ufficio prigionieri con l'intento di aiutare le
famiglie ad avere notizie dei propri cari. L'ufficio non farà distinzioni fra
le richieste, tutte avranno risposta, sia che sia un francese, sia che sia un
tedesco o un russo...Fra i collaboratori del re spiccano diversi personaggi fra
cui la marchesina Blanca, l'anarchico Manuel, l'amico fidato Alvaro Giner e il
giornalista Gonzalo. Lo stile è molto simile a quello di Ken Follett. Diaz ci
racconta la storia ma ce la "condisce" anche con intrighi, amori e
ingiustizie. Una sola anomalia rispetto a Follett; l'inglese ha l'abitudine di
far partire i suoi personaggi dai luoghi d'origine e poi successivamente li fa
incontrare ed interagire fra loro in contesti e modi diversi. Lo spagnolo Diaz,
invece, fa la cosa al contrario. Fa partire tutti i suoi protagonisti dalla
Spagna (dove si trovano sia un francese che un tedesco) per poi dirottarli
verso le loro terre d'origine. "La collezionista di lettere" è stata
proprio una piacevole sorpresa. Diaz ci racconta il conflitto, ce ne descrive
le atrocità ma con delicatezza, senza andare fino in fondo.

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