TITOLO: LA
STRANEZZA CHE HO NELLA TESTA
AUTORE: Orhan
Pamuk
CASA
EDITRICE: Einaudi
N.
PAGINE: 566
VALUTAZIONE: 5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro che ci racconta
la storia del venditore di boza e della sua città, Istanbul”.
TRAMA:Mevlut è innamorato di
Rayiha, una ragazza incontrata una volta sola, di sfuggita durante una festa.
Per tre anni non passa giorno senza che lui le scriva una lettera d'amore, e
pur non ricevendo mai risposta, in fondo al cuore Mevlut sa di essere
ricambiato. Il suo migliore amico Sùleyman, che gli fa da "postino",
riferisce a Mevlut che la ragazza acconsente a scappare con lui e sposarlo.
Peccato soltanto che, una volta portata via la ragazza dalla casa paterna nel
cuore della notte, finalmente al sicuro sul treno per Istanbul, Mevlut guardi
finalmente bene in faccia la sua futura moglie e scopra di essersi sbagliato:
quella non è Rayiha, ma la sorella più grande e brutta che per tutti quegli
anni aveva ricevuto le lettere, credendo fossero destinate a lei. Mevlut, pur
con la morte nel cuore, non riesce a dirle di essersi sbagliato e ad
abbandonarla. Una volta tornato a Istanbul, e sposato con la donna sbagliata,
iniziano le fortune di Mevlut, venditore di boza. Fortune aiutate non poco
dalle sostanze non sempre legali che aggiunge alle sue bevande e che le rendono
tra le più richieste della rutilante vita notturna della Istanbul in pieno boom
economico negli anni Ottanta. Ma anche le grandi fortune possono avere
precipitosi rovesci: soprattutto quando scopri che il tuo migliore amico e socio
d'affari sta per sposare la bella Rayiha, il tuo unico, vero, grande amore.
RECENSIONE:Orhan
Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura del 2006, ci presenta il suo nuovo
libro. “La stranezza che ho nella testa” parla, come ci racconta l’autore, “della
vita, delle avventure, dei sogni, degli amici e nemici di Mevlut Karatas, il
venditore di boza”. Pamuk oltre a farci scoprire e vivere la vita del
protagonista, ci porta all’interno delle case, nelle vie e nei locali di una
città, Istanbul, che cambia, che si trasforma, fino a diventare quella che è
oggi. Le tradizioni, i colpi di stato, i furbetti, la famiglia, i matrimoni
combinati, l’istruzione e la religione, influenzeranno la vita di un uomo che
pur dovendo affrontare molte difficoltà, non perderà mai l’ottimismo. Ho detto poco
sulla trama perché quando l’ho letta io, mi ero fatta un’idea sbagliata e
quindi non voglio influenzarvi ma incuriosirvi. Un’altra cosa che mi ha
incuriosito e che dopo aver preso in mano il libro, soppesandolo, avevo
valutato (ormai sono come gli intenditori, da uno sguardo di solito capisco il
numero di pagine) che poteva essere un libro da poco più di trecentocinquanta
pagine, invece sfogliandolo mi sono resa conto che erano ben 560. Non fatevi
spaventare da questo, questa è una storia che va letta e assaporata pagina dopo
pagina, perché il venditore di boza è un uomo che ha vissuto una vita che può
sembrare ordinaria, ma che nella sua ordinarietà è veramente straordinaria. Una
frase per farvi capire qualcosa in più di Mevlut, da molti definito ingenuo e
sognatore: “Mevlut, se avessi vinto il primo premio della lotteria, cosa
avresti fatto?..Sarei rimasto a casa con le mi figlie a guardare la
televisione, non avrei fatto nient’altro”. Per quanto riguarda lo stile, è il primo
libro che leggo di Pamuk e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Particolare è
la scelta, oltre a quella di raccontare la storia del protagonista, di dar voce
ai vari personaggi, che volta volta, in prima persona, raccontano la loro
verità. Davvero singolare. Vi lascio con quest’ultima frase:
“Il collegamento tra le
intenzioni del cuore e le intenzioni delle labbra era la fortuna, naturalmente:
uno può avere intenzione di fare una cosa, ma finisce per dirne un’altra; la
fortuna era il ponte che poteva unire le due intenzioni”. Lo consiglio, ne sono
rimasta affascinata.

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