TITOLO: LA
FATTORIA DEGLI ANIMALI
AUTORE: GEORGE
ORWELL
CASA
EDITRICE: Mondadori
N.
PAGINE: 140
VALUTAZIONE:
5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro davvero
riflessivo che non lascia indifferenti. Imperdibile, adatto a tutti.
TRAMA:È
il racconto di come gli animali di una fattoria si ribellino e, dopo aver
cacciato il proprietario, tentino di creare un nuovo ordine fondato su un
concetto utopistico di uguaglianza. Ma ben presto emerge tra loro una nuova
classe di burocrati, i maiali, che con la loro astuzia, la loro cupidigia e il
loro egoismo s'impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più
docili e semplici d'animo. Gli elevati ideali di uguaglianza e fraternità
proclamati al tempo della rivoluzione vittoriosa vengono traditi e, sotto
l'oppressione di Napoleon, il grosso maiale che riesce ad accentrare in sé
tutte le leve del potere e ad appropriarsi degli utili della fattoria, tutti
gli altri animali finiscono per conoscere gli stessi maltrattamenti e le stesse
privazioni di prima.
RECENSIONE:Leggere
“La fattoria degli animali” e rimanerne indifferenti è qualcosa che non può
succedere. Ho finito di leggere questo libro una settimana fa e sono ancora in
difficoltà nel trovare le giuste parole per rendere il mio pensiero. Questo
libro mi ha sconvolto. Orwell con un linguaggio semplice e diretto ci presenta,
se così si può definire, una satira politica. “La fattoria degli animali” cela
molto più di quel che vuol mostrare. Se agli occhi di un profano può quasi
sembrare una storiella senza un lieto fine, per un lettore più attendo, ma
neanche più di tanto, la critica di Orwell per il comunismo e per tutti i
governi totalitari è palese. I protagonisti sono gli animali di una fattoria
patronale, che decidono di ribellarsi al padrone, attraverso la rivoluzione,
uno strumento necessario per diventare liberi e finalmente tutti uguali. Il
passare da “Fattoria Padronale” a “Fattoria degli Animali” può sembrare un
sogno che si realizza, ben presto diventerà altro: “Questo lavoro sarebbe stato
assolutamente volontario; chi se ne fosse astenuto però avrebbe avuta ridotta
di metà la sua razione”. Orwell ci mostra il corso degli eventi, di come si
possa cercare il nemico ovunque, della necessità di un capo espiatorio su cui
riversare i problemi, senza dimenticare l’ingenuità e il terrore che può
nascere nei deboli. Di come un buon oratore può far diventare bianco qualcosa
che invece è nero e di come la difficoltà di farsi avanti e di esporsi ci fa
diventare se non proprio dei vigliacchi comunque degli assecondatori passivi. Nella
mente del lettore diventa molto semplice sostituire il ruolo degli animali con
quello degli uomini. Personalmente ho trovato particolarmente toccante il
cambiamento dei “I sette comandamenti” che venivamo “leggermente” modificati
per trovare il vantaggio di chi prima era uguale agli altri. Orwell ci ha
mostrato tutto ed è difficile non puntare il dito sul singolo o su chi
passivamente ha accettato gli eventi. Però forse in maniera involontaria, ci ha
anche mostrato di come il singolo difficilmente poteva fare la differenza. Una
lettura che consiglio. Le riflessioni possono solamente aiutarci a vedere che
purtroppo la società, anche da noi, non è poi così diversa, le caste ci sono
ancora. Buona lettura!

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