TITOLO: IL
CLUB DELLE LETTERE SEGRETE
AUTORE: Angeles
Donate
CASA
EDITRICE: Feltrinelli
N.
PAGINE: 347
VALUTAZIONE:
3
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere una storia che parla di
solidarietà, di aiuto reciproco. Ideale per il pubblico femminile.
TRAMA:È
arrivato l'inverno a Porvenir, e ha portato con sé cattive notizie: l'ufficio
postale sta per essere chiuso. Sms, mail e whatsapp hanno avuto la meglio persino
in questo paesino arroccato tra le montagne. Sara, l'unica postina della zona,
è nata e cresciuta a Porvenir e passa molto tempo con la sua vicina Rosa,
un'arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa per non separarsi da lei e
risparmiarle un dispiacere. Ma cosa può inventarsi Rosa per evitare che la vita
di una delle persone che le stanno più a cuore venga stravolta? Forse potrebbe
scrivere una lettera che rimanda da ben sessant'anni e invitare la persona che
la riceverà a fare altrettanto, scrivendo a sua volta a qualcuno. Pian piano,
quel piccolo gesto innescherà una catena epistolare, rimettendo in moto il
lavoro di Sara e creando non poco trambusto fra gli abitanti del piccolo borgo.
Perché una lettera tira l'altra, come un bacio.
RECENSIONE:Tutto
nel piccolo paesino di Porvenir procedeva come al solito, quando all’inizio
dell’inverno, la scarsa affluenza di lavoro mette a rischio la postina Sara,
che per mancanza di lettere può essere trasferita in città. Sara è una donna
con tre figli a carico, abbandonata dal marito, è nata e cresciuta in quel
paesino di poco più di mille anime e la partenza per la città la spaventa e la
preoccupa. La Signora Rosa è la sua vicina; non avendo avuto figli, vede Sara
come qualcosa di più di una semplice amica. Questa situazione la tocca così
profondamente da decidere di mettere in gioco i suoi sentimenti e di creare una
catena. “In città dicono che non ci piace scrivere e ricevere lettere. Come si
permettono!” L’idea dell'originale vecchietta consiste nello scrivere lettere
senza il mittente e mantenerne il segreto, e in poche pagine mettere nero su
bianco qualcosa che a uno sconosciuto è più facile raccontare. L’importante è
non interrompere la catena. Angeles Donate ci porta fra le viuzze di un paesino
in cui la maggior parte delle persone si conosce, ma fino ad un certo punto.
L’autrice va oltre quella facciata, mettendo a nudo i suoi personaggi e
rivelandoci qualcosa d’intimo di ognuno di loro. La scrittrice parte davvero
molto bene e per metà del romanzo mi sono anch’io sentita parte di quel
progetto, ma nel momento più importante, qualcosa viene a mancare. Leggendo ti
rendi dell'intento della scrittrice che vorrebbe dare quel qualcosa in più, ma
spesso il troppo stroppia e sul finale sei consapevole che il meglio è già
passato. È un romanzo che parla di solidarietà, amore, responsabilità e
rinascita. Di chi è partito, di chi è rimasto e di chi ritorna. Una lettura che
forse vedo più vicina al mondo femminile. Per concludere vi lascio con questa
frase: “Ma invece di scrivere la terza riga, la penna si è animata di vita
propria… Le dita non obbediscono più a te, ma alla penna. Corrono leggere e tu
diventi un mero spettatore che può solo leggere la scia che lasciano sulla
carta”. Questo è per scusarmi, in alcuni casi le mie recensioni sono lunghe
perché le dita corrono sulla tastiera senza rendermene conto. Parto sempre con
l'idea che voglio essere sintetica ma poi tutto diventa indispensabile. Buona
lettura!

Nessun commento:
Posta un commento