TITOLO: ASPETTANDO
I BARBARI
AUTORE: J.
M. Coetzee
CASA
EDITRICE: Einaudi
N.
PAGINE: 198
VALUTAZIONE: 4/5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere un libro che ci faccia
riflettere e ci faccia capire da che parte sta il bene ed il male. Un libro
forte, lascia poco all’immaginazione”.
TRAMA:Un
magistrato bianco, che per decenni si è occupato degli eventi del piccolo
insediamento di frontiera in cui vive, ignorando la guerra tra i barbari e
l'Impero che pure incombe sulla cittadina, si trova all'improvviso a
confrontarsi con la realtà: dapprima comincia a simpatizzare con i prigionieri
angariati durante gli interrogatori, poi si innamora di una di loro, una
barbara. Tanto l'amore quanto la dura condizione carceraria lo spingono a
compiere, finalmente, un atto di ribellione.
RECENSIONE:Coetzee,
Premio Nobel per la Letteratura nel 2003, è uno scrittore sudafricano bianco.
"Aspettando i barbari" è stato scritto e pubblicato nel 1980, in
piena Apartheid, di cui lo scrittore era uno dei maggiori oppositori. Con
questo testo, Coetzee, ci porta a riflettere ed a domandarci: ma quali sono i
veri barbari? "Aspettando i barbari" ci racconta la storia di un
magistrato bianco, il cui lavoro consisteva
nell'amministrare un piccolo paesino di frontiera. La frontiera che
divide l'impero dai barbari. Dopo tantissimi anni di pace, dalla capitale
arriva la Terza Divisione, una delle più spietate, con a capo il Colonnello
Joll, che porta la voce che i barbari cominciano a premere lungo la frontiera e
con la missione di fermarli. Questa sembra proprio una buona motivazione per
torturare tutti quelli che trovano. Coetzee con questa opera ci lascia una vera
e propria lezione di vita; gli occhi ci vengono aperti con l'intento di
guardare oltre le apparenze al punto da chiedersi da che parte della frontiera
sono i barbari. Il suo protagonista inizialmente viveva nell'opacità, ma arriva
ad un punto, "nel silenzio di quel chiaro mattino scopro un sentimento
oscuro annidato ai confini della mia coscienza", in cui decide di stravolgere
la sua vita ed attuare una propria ribellione. E' un libro che consiglio, non è
una lettura semplice, è molto intenso e riflessivo e bisogna interpretarlo con
l'idea e le emozioni che l'autore viveva e provava in quel determinato periodo.
La crudeltà, l'indifferenza e il "credere alle voci", sono gli
elementi caratterizzanti di quest'opera.
Vi lascio con questa
frase:
"Su tutte le facce
che ho intorno, perfino su quelle sorridenti, vedo la stessa espressione: non
c'è odio, né sete di sangue, ma una curiosità così intensa che sembra
prosciugare i corpi, lasciando vivi solo gli occhi, organi di un nuovo,
sconvolgente appetito".

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