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mercoledì 30 settembre 2015

ASPETTANDO I BARBARI




TITOLO: ASPETTANDO I BARBARI

AUTORE: J. M. Coetzee

CASA EDITRICE: Einaudi

N. PAGINE: 198

VALUTAZIONE: 4/5




Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro che ci faccia riflettere e ci faccia capire da che parte sta il bene ed il male. Un libro forte, lascia poco all’immaginazione”.

TRAMA:Un magistrato bianco, che per decenni si è occupato degli eventi del piccolo insediamento di frontiera in cui vive, ignorando la guerra tra i barbari e l'Impero che pure incombe sulla cittadina, si trova all'improvviso a confrontarsi con la realtà: dapprima comincia a simpatizzare con i prigionieri angariati durante gli interrogatori, poi si innamora di una di loro, una barbara. Tanto l'amore quanto la dura condizione carceraria lo spingono a compiere, finalmente, un atto di ribellione.

RECENSIONE:Coetzee, Premio Nobel per la Letteratura nel 2003, è uno scrittore sudafricano bianco. "Aspettando i barbari" è stato scritto e pubblicato nel 1980, in piena Apartheid, di cui lo scrittore era uno dei maggiori oppositori. Con questo testo, Coetzee, ci porta a riflettere ed a domandarci: ma quali sono i veri barbari? "Aspettando i barbari" ci racconta la storia di un magistrato bianco, il cui lavoro consisteva  nell'amministrare un piccolo paesino di frontiera. La frontiera che divide l'impero dai barbari. Dopo tantissimi anni di pace, dalla capitale arriva la Terza Divisione, una delle più spietate, con a capo il Colonnello Joll, che porta la voce che i barbari cominciano a premere lungo la frontiera e con la missione di fermarli. Questa sembra proprio una buona motivazione per torturare tutti quelli che trovano. Coetzee con questa opera ci lascia una vera e propria lezione di vita; gli occhi ci vengono aperti con l'intento di guardare oltre le apparenze al punto da chiedersi da che parte della frontiera sono i barbari. Il suo protagonista inizialmente viveva nell'opacità, ma arriva ad un punto, "nel silenzio di quel chiaro mattino scopro un sentimento oscuro annidato ai confini della mia coscienza", in cui decide di stravolgere la sua vita ed attuare una propria ribellione. E' un libro che consiglio, non è una lettura semplice, è molto intenso e riflessivo e bisogna interpretarlo con l'idea e le emozioni che l'autore viveva e provava in quel determinato periodo. La crudeltà, l'indifferenza e il "credere alle voci", sono gli elementi caratterizzanti di quest'opera.
Vi lascio con questa frase:

"Su tutte le facce che ho intorno, perfino su quelle sorridenti, vedo la stessa espressione: non c'è odio, né sete di sangue, ma una curiosità così intensa che sembra prosciugare i corpi, lasciando vivi solo gli occhi, organi di un nuovo, sconvolgente appetito".

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