Ogni genere è contraddistinto da un colore, in modo da poterli riconoscere più facilmente. Se vi piace un libro in particolare, controllatene anche l'autore, potreste trovare altre opere interessanti!!!

giovedì 5 novembre 2015

IL CECCHINO PAZIENTE





TITOLO: IL CECCHINO PAZIENTE

AUTORE: Arturo Pérez-Reverte

CASA EDITRICE: Rizzoli

N. PAGINE: 253

VALUTAZIONE: 3


Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro che rientrando nella categoria dei gialli è un vero e proprio omaggio alla street art. Per gli amanti dell’arte contemporanea, questo libro è imperdibile, per chi cercasse invece un buon giallo è bene guardare altrove..”.

TRAMA:Ad Alejandra Varela, detta Lex, specialista in arte urbana, piacciono le donne. Ma ora che ha perso la sua compagna, Lita, non le resta che il lavoro. Un incarico editoriale la mette sulle tracce di Sniper, uno dei writer più famosi al mondo, protagonista di “interventi” ben oltre i limiti della legalità. Quasi nessuno conosce la sua vera identità. Un artista? Lui dice di non esserlo, ripete che i suoi “pezzi” sono “guerriglia urbana”. Eppure, se qualcuno lo convincesse a esporre le sue opere e a farne un libro, sarebbero in molti ad arricchirsi. Almeno all’inizio, è per questo che Lex lo insegue da Madrid a Lisbona, da Verona a Napoli. Anche qualcun altro, però, sta cercando Sniper, con tutt’altre intenzioni. E pedina Lex per arrivare fino a lui. Quello che allora si scatena è un appassionante duello di intelligenze, un gioco tra schermitori che cercano il fianco debole dell’avversario. E poi colpiscono.


RECENSIONE:"Il cecchino paziente" è un libro per me un pò difficile da recensire perché durante la lettura ho avuto emozioni contrastanti. Se dovessi giudicarlo in base al genere (giallo, thriller) il voto sarebbe davvero molto basso. Questo romanzo non ti lascia con il fiato sospeso, niente suspense o adrenalina, niente di niente. L'inizio è anche accattivante ma poi il romanzo si perde un pò. Dove nasce la mia difficoltà? Nell'argomento. Chi ha letto altre mie recensioni, sa che sono un'appassionata di arte, specialmente di quella moderna e contemporanea. L'intero libro è una dedica al mondo del writing (graffitismo) e della street art. Per chi non conoscesse questo mondo, alcuni artisti sono diventati un pò commerciali, ma i veri artisti di strada vivono al di fuori della legge: "Se è legale, non è writing". Questo argomento è trattato in maniera eccelsa e abbastanza reale. Lex, giovane cercatrice di talenti è sulle tracce di Sniper, l'artista che si firma con il nome appunto di cecchino. Di lui non si sa niente, ne la sua identità ne dove vive. Non è l'unica però a cercarlo; Sniper ha una bella taglia sulla testa perché a causa sua diversi giovani artisti di strada sono morti per seguire le orme del leggendario cecchino. Da qui la lunga caccia.. diventata appunto lunga a causa dell'omertà che vige nel codice degli artisti di strada. Arrivando alle conclusioni: per chi cerca un buon giallo da leggere con azione e colpi di scena può tranquillamente evitare questo libro; per chi invece come me è appassionato di arte, non ne rimarrà deluso. Posso solo fare un appunto ovvero che l'autore poteva impegnarsi un pò di più per renderlo un buon giallo visto che l'argomento si prestava così bene a quel genere.

mercoledì 4 novembre 2015

LA SETTIMA ONDA





TITOLO: LA SETTIMA ONDA

AUTORE: Daniel Glattauer

CASA EDITRICE:Feltrinelli

N. PAGINE: 191

VALUTAZIONE: 4/5




Consigliato a chi ha voglia di leggere il seguito di “Le ho mai raccontato del vento del Nord” e visto com’è finito quello…il seguito è imperdibile e non ne rimarrete delusi!”.

TRAMA:Emmi e Leo: per chi ancora non li conosce, sono i protagonisti di un amore virtuale appassionante, che ha vissuto ogni sorta di emozione, a parte quella dell'incontro vero. Sì, perché dopo quasi due anni, Leo ha deciso di tagliare definitivamente i ponti con Emmi e partire per Boston, per ricominciare una nuova vita. Emmi non si dà però per vinta, e riesce nell'impresa di riallacciare i rapporti con Leo. Mentre lei è ancora felicemente sposata con Bernhard, per Leo in nove mesi le cose sono cambiate, eccome: in America ha conosciuto Pamela e finalmente ha iniziato la storia d'amore che ha sempre sognato. Si sa, però, l'apparenza inganna.


RECENSIONE:Dopo la piacevole sorpresa di “Le ho mai raccontato del vento del Nord” ero un po’ diffidente verso il continuo. Non sono un’amante delle serie in generale, anche perché è sempre molto difficile replicare il primo e spesso alcuni autori riescono a rovinarti anche il ricordo di quello. Visto che Daniel Glattauer mi aveva impressionato con la sua semplicità e piacevolezza, ero un po’ preoccupata per questo secondo e conclusivo capitolo, ma dopo aver controllato le recensioni, quasi tutte positive, mi sono “gettata” in questo romanzo. “La settima onda” non ha tolto niente al primo, anzi, lo ha completato. Per chi non conoscesse la storia, i protagonisti sono sempre Emmi e Leo. Sempre galeotta fu l’e-mail che li fece incontrare. Ormai sono due anni che va avanti questo scambio epistolare tecnologico. Le situazioni cambiano, ma loro restano sempre li, davanti a quel computer.  Con una Emmi sempre più ironica e diretta (mentre leggevo le sue risposte ridevo da sola, per fortuna in casa sanno che quando ho un libro in mano sono in un’altra dimensione) e un Leo più conservatore ma anche volubile e sempre affascinante, non mancheranno le “scintille”. Un botta e risposta esilarante che non vi farà annoiare (rispetto al primo c’è da fare un po’ più di attenzione alle date delle e-mail, si può correre il rischio di perdersi qualcosa). Questo romanzo ci ricorda che spesso quello che scriviamo può essere frainteso dal destinatario ed essere interpretato in maniera diversa da quella desiderata. Senza vedere il volto del mittente è davvero difficile valutare in che “spirito” sono state scritte le parole e spesso proprio il nostro umore del momento può rivoluzionare tutto. 

L'INVENZIONE DELLE ALI





TITOLO: L’INVENZIONE DELLE ALI

AUTORE: Sue Monk Kidd

CASA EDITRICE: Mondadori

N. PAGINE: 393

VALUTAZIONE: 4



Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro sulla schiavitù americana e su una donna che pur contro tutti decide di dire no e di cambiare la sua vita”.

TRAMA:Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare. Hetty anela alla libertà e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina.


 RECENSIONE:Sue Monk Kidd ha creato un romanzo che fra realtà e fantasia ci racconta una storia che ci fa riflettere. Due donne completamente diverse ma entrambe alla ricerca della propria libertà. Ci troviamo a Charleston, South Carolina, 1803. Sarah Grimké è una ragazza bianca, figlia di una famiglia ricca, che non riesce a trovare il suo posto perché per la società del tempo, una donna deve solo imparare ad essere una brava moglie, il resto è superfluo. Monella, chiamata dai suoi padroni Hetty, è nera ed è nata schiava e vive nella famiglia Grimké, è facile comprendere che tipo di libertà vorrebbe. Legate nel bene e nel male, le due ragazze, poi diventate donne, dovranno affrontare una società in cui nessuna delle due riesce a trovare lo spazio per “volare”. Il libro ci racconta la schiavitù vissuta negli stati del sud, dove nella mente dei bianchi è radicata l’idea che Dio abbia creato gli schiavi per lavorare per loro. Una società in cui la dignità umana viene calpestata e i “bianchi” si sentono giustificati nelle loro azioni. Per fortuna non tutti la pensano così. Ma gli schiavi sperano sempre, “Ce ne andremo di qui o moriremo provandoci”. L’autrice racconta le brutalità che gli schiavi devono subire, ma cerca sempre di farcelo capire senza andare fino in fondo, lasciando molto alla nostra immaginazione. Il romanzo è veramente molto bello e tocca degli argomenti particolarmente delicati; la scrittrice ha deciso di raccontare gli eventi alternando i pensieri e le vite delle due protagoniste che messe a confronto fanno vedere in maniera ancora più eclatante le differenze delle due realtà. Una pecca non indifferente è che il continuo alternarsi delle due a volte “sdubbia” un po’, perché ti stai affascinando ad un lato e ti ritrovi già dall’altra parte. Vi lascio con questa frase:
“Il rumore era nella lista dei peccati degli schiavi, che conoscevano a memoria. Primo: rubare. Secondo: disubbidire. Terzo: poltrire. Quarto: fare rumore. Uno schiavo avrebbe dovuto essere come lo Spirito Santo: non si vede, non si sente, ma è sempre pronto a intervenire”.

sabato 31 ottobre 2015

L'IMPOSTORE





TITOLO: L’IMPOSTORE

AUTORE: Javier Cercas

CASA EDITRICE: Guanda

N. PAGINE: 406

VALUTAZIONE: 4




Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro davvero particolare che ti fa capire l’arte della menzogna nelle sue molteplici sfaccettature. Un libro non leggero ma riflessivo”.

TRAMA:Un romanzo vero, ma allo stesso tempo un'opera di finzione. La finzione, però, in questo caso non è frutto della fantasia dell'autore, ma è opera dello stesso protagonista, Enric Marco. Chi è Enric Marco? Un novantenne di Barcellona, militante antifranchista, che negli anni Settanta è stato segretario del sindacato anarchico - la CNT - e in seguito ha presieduto l'associazione spagnola dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ricevendo numerosi riconoscimenti per il coraggio dimostrato negli anni e la testimonianza degli orrori del lager. In realtà, è un impostore. Nel 2005 la sua menzogna è stata pubblicamente smascherata. Enric Marco, come ha rivelato uno storico, non è mai stato internato a Flossenbiirg. E l'intera sua vita è un racconto intessuto di finzioni, dalla sua partecipazione alla guerra civile alla militanza antifranchista. Dieci anni dopo, Javier Cercas traduce in un romanzo audace, che sfida le convenzioni narrative, l'enigma del personaggio, le sue verità e le sue bugie. In queste pagine intense si dipana un intero secolo di Storia, raccontato con la passione di un sovversivo della letteratura e un'ammirevole onestà dissacratoria.


RECENSIONE:”Come qualunque buon bugiardo sa, una menzogna ha successo soltanto se è impastata con la verità”. Nel 2005, a ben ottantaquattro anni, Enric Marco viene smascherato e, da esempio per il suo paese, diventa l’impostore, il grande maledetto. Javier Cercas, dieci anni dopo, decide di scrivere (dopo un periodo di riflessione) un libro su di lui. Il suo obiettivo è quello di scoprire fino a che punto le menzogne di Marco sono arrivate e soprattutto perché ha deciso di farlo. Per chi non avesse sentito parlare di questo scandalo, nel 2005, Enric Marco viene smascherato e le sue menzogne vengono alla luce. Per molti anni si era fatto passare per un internato nel campo di Flussenbürg e per antifranchista, quando in realtà non era mai stato nessuna delle due cose. Cercas si è scelto un compito non facile, in primis perché il caso Marco ha fatto fare brutta figura a tantissima gente (autorità, giornalisti, politici e colleghi), secondo e non meno importante, va considerato che Marco è un grande bugiardo e come tale si può correre il rischio di cadere nella sua “rete”. Sulle tracce di un uomo che ha come principale colpa quello di aver fatto parte della maggioranza e di aver detto sempre “SI”, quando in realtà si è fatto spacciare per uno della minoranza che diceva “NO”. La domanda sorge spontanea, come ha fatto a fare tutto questo? Semplice, Marco aveva scoperto che il potere del passato domina il presente ed il futuro; il nostro protagonista si era reinventato nel momento giusto, aspettando i tempi giusti e soprattutto “condendo” le sue bugie con parte di verità. Cercas ha fatto un buon lavoro. È il primo romanzo che leggo di quest’autore spagnolo ed anche se all’inizio ero un po’ perplessa sullo stile e la linea scelta dall’autore, pagina dopo pagina mi ha coinvolto e mi ha fatto porre molti interrogativi. Uno dei momenti più toccanti è quando l’autore, dopo aver smascherato molte bugie di Marco, gli chiede la verità su un fatto in particolare su cui non è riuscito a trovare documenti, ed un uomo con più di novant’anni gli risponde con: “Per favore, lasciami qualcosa”. È un libro che consiglio, anche se non è per tutti. Non è leggero, è particolare e riflessivo. Appena finito, ho avuto bisogno di una lettura leggere per rilassare il cervello!

IL RICHIAMO DEL CUCULO





TITOLO: IL RICHIAMO DEL CUCULO

AUTORE: Robert Galbraith

CASA EDITRICE:Salani

N. PAGINE: 464

VALUTAZIONE: 4



Consigliato a chi ha voglia di leggere l’esordio della Rowling come scrittrice di gialli e si voglia gustare un libro scritto bene che punta molto sul dettaglio e meno sui colpi di scena”.

TRAMA:Il richiamo del cuculo è un romanzo di Robert Galbraith (Joanne Kathleen Rowling) edito da Salani. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Cormoran Strike riesce appena a guadagnarsi da vivere come investigatore privato: i clienti scarseggiano e le bollette si accumulano. Inoltre, dopo l’ennesimo scontro, la sua fidanzata l’ha lasciato e lui è costretto a dormire in ufficio. Finché non arriva John Bristow per proporgli un caso sorprendente: sua sorella Lula Landry, leggendaria top model morta pochi mesi prima, secondo lui non si è suicidata, ma è stata uccisa.


RECENSIONE:Il richiamo del Cuculo è stato scritto da Robert Galbraith che in realtà è uno pseudonimo utilizzato dalla Rowling, la scrittrice di Harry Potter. Un giallo un pò insolito nel suo genere. Il libro è scritto veramente molto bene, la trama entra subito nel vivo nelle prime pagine, per poi dilungarsi sulle indagini. Le indagini non vengono seguite dalla polizia, che ormai ha archiviato il caso qualche mese prima ritenendolo un suicidio, ma sono portate avanti da un investigatore privato ingaggiato dal fratello della vittima. L'investigatore privato, protagonista della storia, è Cormoran Strike, davvero un bel tipo. Alto un 1,90 m, ex militare, figlio illegittimo di un star, incasinato con il lavoro e l'amore. Si ritroverà ad dover far luce su molti indizi un pò contrastanti fra loro; a fargli da spalla ci sarà la sua segretaria Robin. Si sarà davvero suicidata la super modella Lula? Intrigante, mi ricorda un pò i gialli di una volta, in cui più che i colpi di scena, la fanno da protagonista i piccoli dettagli, costringendoti a ricordarti volta volta cosa dicono i vari intervistati. L'investigatore Strike più che un peso alle parole lo dà al linguaggio del corpo perché le persone possono mentire con le parole, ma difficilmente lo possono fare con il resto del corpo. Lo consiglio a chi cerca un buon libro, lo sconsiglio a chi è amante dei gialli con grossi colpi di scena, anche perché prima di vedere un pò di azioni dovrete aspettare la fine...

mercoledì 28 ottobre 2015

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI





TITOLO: STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI

AUTORE: Markus Zusak

CASA EDITRICE:Frassinelli

N. PAGINE: 563

VALUTAZIONE: 4/5



Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro sulla seconda guerra mondiale, ambientato in Germania, con un narratore insolito e soprattutto con la consapevolezza che non tutti i tedeschi erano nazisti”.

TRAMA:Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.


RECENSIONE:Davvero un libro insolito, mi sono trovata a leggerlo perchè incuriosita dal film. In realtà il libro è nato con il titolo “La bambina che salvava i libri”. Il narratore è la morte che racconta la storia con gli occhi di una ragazzina. Storia di una ladra di libri, anche se scritto in maniera molto semplice, affronta argomenti molto toccanti, come le leggi razziali durante il periodo nazista, la vita degli ebrei e dei giovani tedeschi che si trovano a dover scegliere se rispettare tali leggi oppure provare a scegliere una via diversa. Una ragazzina, Liesel, costretta dal regime a rinunciare alla sua famiglia, viene mandata a vivere con una famiglia che la prende in affidamento. Qui cresce con l'amore di una madre acquisita un pò burbera, un padre speciale, un amico inseparabile e un giovane ebreo. Riuscirà ad andare avanti grazie all'aiuto dei libri di cui diventerà un'insaziabile lettrice. Una delle frasi che più mi ha colpito, scritta dal "narratore" è questa:"suppongo che gli uomini amino assistere a un pò di distruzione: castelli di sabbia, castelli di carta, si comincia così. La loro grande dote è la capacità di progredire". Una frase che dovrebbe farci riflettere. Consiglio dopo la lettura del libro anche la visione del film, avvisandovi che molte parti sono state tagliate..

martedì 27 ottobre 2015

LE IRREGOLARI




TITOLO: LE IRREGOLARI. BUENOS AIRES HORROR TOUR

AUTORE: Massimo Carlotto

CASA EDITRICE: EO

N. PAGINE: 224

VALUTAZIONE: 4




Consigliato a chi ha voglia di leggere un libro molto forte e reale, che ci racconta di come le donne si sono e si rimboccano le maniche durante i momenti più bui. E’ consigliato anche a chi volesse conoscere meglio la storia dei desaparecidos argentini”.

TRAMA:Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta in modo completo la storia della guerra sporca della dittatura argentina: la metodologia della "desaparicion", i campi di concentramento clandestini, i bambini trattati come bottino di guerra, la persecuzione degli ebrei argentini, un incubo nell'incubo, la verità sul ruolo della chiesa cattolica, le connessioni e le coperture internazionali. E racconta anche la battaglia delle nonne e delle madri di Plaza de Mayo: una storia al femminile, fatta di amore, dolore e coraggio. 


RECENSIONE:Massimo Carlotto ci racconta qualcosa di cui si è sentito parlare molto poco; una parola che, spesso nel gergo comune, ci troviamo ad utilizzare senza pensarci, ma che dietro si porta un mondo. Quante volte sorridendo, dopo tanto che non vediamo un amico, gli abbiamo detto: ma eri desaparecidos. Carlotto ci racconta fatti e personaggi reali. Ci racconta un'epoca che molti vorrebbero dimenticare ma che altri invece vogliono portare fino in fondo...ci racconta di una generazione che la desapariciòn ha cancellato. Come avrete ben capito, questo romanzo è ambientato in Argentina. Il titolo completo è "Le Irregolari. Buenos Aires Horror Tour". Ma chi sono le Irregolari? "La società argentina fingeva di non accorgersi di noi perché non ci comportavamo come tutte le altre donne. Eravamo considerate, come dire, irregolari, perché avevamo deciso di non accettare la morte dei figli e il rapimento dei nipotini". Le Madri e le Nonne, sono due associazioni che tuttora si battono per la verità; sono le donne di Plaza de Mayo, donne che per la propria famiglia non si sono fatte fermare davanti a niente. Donne che hanno visto sparire nel nulla figli e nipoti e che tuttora cercano. "Trentamila solo i desaparecidos, ma è una cifra puramente simbolica perché non tutte le famiglie hanno fatto denuncìa di scomparsa: qui la gente ha ancora paura". Carlotto con il suo Buenos Aires Horror Tour ci fa rivivere le tappe principali della "guerra sporca", la metodologia della desapariciòn, quello che dovevano subire sia quelli che venivano considerati pericolosi per lo stato sia le loro famiglie. Non stiamo parlando di chissà quanti anni fa, questi erano gli anni 70-80 del Novecento. "Scendendo mi fermai sul secondo gradino:"Quanto è lungo questo tour?". Il conducente alzò le spalle "Non ti basterebbero tutte le notti della tua vita. Buenos Aires non finisce mai". Un romanzo molto interessante che però dal punto di vista stilistico non mi ha completamente convinto. Una storia di sottofondo che poteva essere un pochino più chiara, probabilmente le emozioni in gioco e il sentirsi coinvolto in prima persona hanno influenzato le scelte dell'autore. Anche sull'horror tour ho qualche pensiero. Probabilmente l'obiettivo dell'autore era quello di sconvolgere e impressionare il lettore (cosa che tra l'altro gli è riuscita molto bene), ma il suo stile così diretto e quelle informazioni gettate li, una dietro l'altro, come pugni in pieno volto (letteralmente parlando), potevano essere gestite, a mio modesto avviso, un pò meglio. Se però come ho detto il suo obiettivo era unicamente quello allora ci è riuscito. Il grande merito di Carlotto è quello comunque di aver affrontato un argomento davvero poco trattato e di averci messo il cuore.