TITOLO: DIARIO
PARTIGIANO
AUTORE: Ada
Gobetti
CASA
EDITRICE: Giulio Einaudi
N.
PAGINE: 376
VALUTAZIONE: 4/5
“Consigliato a chi ha voglia di
leggere la storia della
resistenza piemontese raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona.
Consigliato”.
TRAMA:Fu
Benedetto Croce che sollecitò Ada Gobetti a raccontare agli amici che cos'era
stata nel suo svolgimento quotidiano la lotta di liberazione. Ada così rievoca
la sua avventura di madre che va a combattere accanto al figlio Paolo,
diciottenne, e ne divide i pericoli e i disagi. Non c'è divario tra la donna
che sfida le pattuglie tedesche e la madre in perenne ansia per il figlio. Ada
è animata da una passione di libertà, da un bisogno di azione, da una femminile
concretezza e semplicità che si ritrovano intatte sulla pagina, in cui affiora
anche la sua vena di schietto umorismo. Accanto a lei figure di comandanti, di
politici, o di semplici partigiani. Introduzione di Goffredo Fofi.
RECENSIONE:"Per tutto il periodo
della lotta clandestina, scrissi ogni sera, su una minuscola agenda,
scheletrici appunti in un inglese criptico, quasi cifrato, che mi permettono
oggi non solo di ricostruire i fatti, ma anche di rivivere l'atmosfera e lo
stato d'animo di quei giorni". Ada Gobetti, con le sue parole, ci racconta
com'è nato il suo diario, che ripercorre i fatti tra il 1943 e il 1945. Fu
grazie alla curiosità del filosofo Benedetto Croce, amico dell'autrice, che non
riusciva a rendersi conto del vero ruolo della Resistenza e della lotta
partigiana, che fecero venire in mente, alla Gobetti, l'idea di un libro sulla
Resistenza e chi meglio di lei, che l'aveva vissuta in prima persona, poteva
colmare le lacune che molti avevano. Ada Gobetti ci racconta i fatti, gli
uomini e le donne della Resistenza; un diario con pochissime digressioni e che
da spazio a tutti: "E non è un caso se in esso trovano parte, alla pari,
tanti personaggi famosi dell'antifascismo, quanto uomini e donne e ragazzi che
solo nella Resistenza si misero in luce, operai e contadini e montanari che
dopo la Resistenza tornarono in tutta semplicità al loro posto di lavoro".
Un diario ricco di storia, di emozioni, di solidarietà..ma non solo. La nostra
autrice, nonché protagonista, oltre ad un importante ruolo di collegamento e di
divulgazione d’informazioni è soprattutto una madre e una moglie, che vede il
suo "piccolo" Paolo e il marito Ettore sfidare ogni giorno i pericoli
e le difficoltà che la popolazione del Piemonte stava vivendo in quel tempo. Fra
Torino, Meana, la Val di Susa e tutto il circondario, inclusa la Francia, la
Resistenza non si fermerà. A piedi, in bicicletta e con mezzi di fortuna,
questa parte dell'Italia, raccontata in queste pagine, ci mostra come la
speranza non abbia abbandonato il nostro territorio, anche nei periodi più bui
e soprattutto la gioia e il sorriso davanti alle piccole vittorie. Molto
toccante è quando davanti a un morto, la solidarietà delle donne italiane nei
confronti di una madre, anche se nemica, che non rivedrà più il figlio, è molto
forte; questo ci fa capire come la guerra è sempre una sconfitta e una
sofferenza sia per i vincitori sia per i perdenti. Consiglio questo libro, che
risulta adatto anche per i ragazzi delle scuole medie, a tutti. Vi ritroverete
narrate le vicende dei famosi, dei meno famosi e degli sconosciuti, che messi
insieme "sono i nostri".
"Non piangetemi, non
chiamatemi povero. Muoio per aver servito un'idea".
Buona lettura!!!
Buona lettura!!!

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